«Unite nello stesso impegno di consacrazione,
ci incoraggeremo alla fedeltà quotidiana ella radicalità del Vangelo,
vivendo lo spirito delle beatitudini.»
(Costituzione delle ASC, Articolo 8)
Sul monte, Cristo dona ai discepoli una nuova legge scritta nel cuore, non più sulla pietra, che rinnova le nostre vite e le rende migliori, anche quando il mondo sembra averci deluso ed è pieno di miseria. Gesù annuncia la Buona Novella a tutta l’umanità.Sul monte, Cristo dona ai discepoli una nuova legge scritta nel cuore, non più sulla pietra, che rinnova le nostre vite e le rende migliori, anche quando il mondo sembra averci deluso ed è pieno di miseria. Gesù annuncia la Buona Novella a tutta l’umanità.
Le beatitudini sono atteggiamenti specifici proposti da Gesù per diventare beati e santi. Attraverso la pratica delle beatitudini, Gesù desidera che imitiamo il suo stile di vita e diventiamo simili a Lui.Vivere le Beatitudini può portarci la felicità, portare luce nelle zone d’ombra del mondo e rinnovare i nostri cuori. Dio dona speranza a coloro che il mondo considera senza speranza. Le Beatitudini sono luci che il Signore accende nelle tenebre della storia, rivelando il piano di salvezza che il Padre realizza attraverso il Figlio, con la potenza dello Spirito Santo. Gesù non parla di una consolazione lontana, ma di una grazia costante che ci sostiene sempre, specialmente nell’ora della sofferenza.
Chi è abituato a pensare che la felicità sia appannaggio dei ricchi potrebbe credere che Gesù si stia illudendo. Tuttavia, l’illusione sta proprio nella mancanza di fede in Cristo. Cristo è il povero che condivide la propria vita con tutti, l’umile che persevera nella sofferenza, l’artefice di pace perseguitato fino alla morte sulla croce.
Gesù dice: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio». Dio è pace, e Gesù è il Principe della pace, come leggiamo nel libro di Isaia 9,6. La pace, o «Shalom» nella Bibbia, è più che la semplice assenza di conflitti: è pienezza, armonia e riconciliazione con Dio e tra gli uomini. La Sua pace giunge attraverso la croce, che riconcilia il cielo con la terra e la terra con il cielo grazie al potere del Suo Sangue.
Allo stesso modo, la mitezza non è debolezza, ma piuttosto un segno di forza interiore e di speranza, che permette di affrontare con pazienza le sfide e le difficoltà. Nell’Antico Testamento Mosè è descritto come l’uomo più mite della terra. E, soprattutto, è lo spirito di Gesù che dice: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore». I miti non cercano di dominare né di vendicarsi, ma confidano in Dio affinché difenda la loro causa. Santa Teresa di Lisieux ha vissuto questa forza gentile, trasformando i cuori non con la forza, ma con l’amore. La sua stessa vita è stata un esempio di mitezza: pur lottando contro le imperfezioni e la sofferenza, ha continuato a riporre la sua fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio.
In ebraico, «misericordia» si dice HESED, che significa «amore fedele»: un amore che perdona, guarisce e rimane fedele anche quando viene tradito. Gesù mostra misericordia verso i peccatori, i malati e gli afflitti, ci dice: «Siate misericordiosi come il Padre è misericordioso». Anche i santi erano riflessi di questa misericordia.
«La misericordia è il cuore pulsante del Vangelo» è una citazione tratta dal documento di Papa Francesco intitolato Misericordia Vultus. Questo documento sottolinea l’importanza della misericordia nella vita dei cristiani, presentandola come tema centrale dell’insegnamento e della missione di Gesù. Pertanto, la misericordia è uno dei valori evangelici più importanti. Tutti noi possiamo compiere ogni giorno piccoli gesti di misericordia. Come dice Madre Teresa: “Non tutti possiamo compiere grandi imprese. Ma tutti possiamo fare piccole cose con grande amore”.
Ancora una volta, nel discorso della montagna, la beatitudine è promessa a coloro che sono perseguitati per causa della giustizia… Gesù stesso fu perseguitato; colui che era senza peccato fu crocifisso come un criminale. I santi hanno sofferto perché si sono rifiutati di scendere a compromessi con la verità.
Poiché San Gaspare si rifiutò di obbedire a Napoleone dicendo: «Non posso, non debbo, non voglio…», finì per essere incarcerato.
Il coraggio di Oscar Romero ha dimostrato che l’amore è più forte della morte. Il suo coraggio è fonte di ispirazione. In qualità di arcivescovo di El Salvador, ha denunciato senza timore le violazioni dei diritti umani, la corruzione del governo e la violenza, nonostante le numerose minacce di morte ricevute. Era una voce profetica per i poveri e gli oppressi. Il coraggio di Romero affondava le sue radici nella sua profonda fede e nel suo impegno verso il Vangelo. Oggi possiamo essere una presenza profetica nel nostro mondo?
In conclusione, quando applichiamo questi atteggiamenti alla vita di Gesù, vediamo che vengono messi in pratica in modo così perfetto… Gesù era povero di spirito, piangeva e si caricava sulle spalle i peccati del mondo, era mite come un agnello… desiderava intensamente la rettitudine e la giustizia di Dio, era misericordioso e compassionevole, aveva un cuore puro e innocente per amare Dio e gli altri (integrità di cuore), promuoveva la pace verso tutti, ovunque, fu perseguitato e crocifisso. In questo modo, ci ha mostrato come vivere i valori del Regno.
Solo Dio può veramente definire beati i poveri e gli afflitti, perché è il bene supremo che si dona a tutti con amore infinito; solo Lui può soddisfare coloro che cercano la pace e la giustizia, perché è il giudice giusto del mondo, l’artefice della pace eterna. Solo in Dio i miti, i misericordiosi e i puri di cuore trovano gioia, perché Egli è il compimento delle loro aspettative; nella persecuzione trovano la redenzione e nella menzogna trovano un’ancora di verità.
ci incoraggeremo alla fedeltà quotidiana ella radicalità del Vangelo,
vivendo lo spirito delle beatitudini.»
(Costituzione delle ASC, Articolo 8)
Sul monte, Cristo dona ai discepoli una nuova legge scritta nel cuore, non più sulla pietra, che rinnova le nostre vite e le rende migliori, anche quando il mondo sembra averci deluso ed è pieno di miseria. Gesù annuncia la Buona Novella a tutta l’umanità.Sul monte, Cristo dona ai discepoli una nuova legge scritta nel cuore, non più sulla pietra, che rinnova le nostre vite e le rende migliori, anche quando il mondo sembra averci deluso ed è pieno di miseria. Gesù annuncia la Buona Novella a tutta l’umanità.
Le beatitudini sono atteggiamenti specifici proposti da Gesù per diventare beati e santi. Attraverso la pratica delle beatitudini, Gesù desidera che imitiamo il suo stile di vita e diventiamo simili a Lui.Vivere le Beatitudini può portarci la felicità, portare luce nelle zone d’ombra del mondo e rinnovare i nostri cuori. Dio dona speranza a coloro che il mondo considera senza speranza. Le Beatitudini sono luci che il Signore accende nelle tenebre della storia, rivelando il piano di salvezza che il Padre realizza attraverso il Figlio, con la potenza dello Spirito Santo. Gesù non parla di una consolazione lontana, ma di una grazia costante che ci sostiene sempre, specialmente nell’ora della sofferenza.
Chi è abituato a pensare che la felicità sia appannaggio dei ricchi potrebbe credere che Gesù si stia illudendo. Tuttavia, l’illusione sta proprio nella mancanza di fede in Cristo. Cristo è il povero che condivide la propria vita con tutti, l’umile che persevera nella sofferenza, l’artefice di pace perseguitato fino alla morte sulla croce.
Gesù dice: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio». Dio è pace, e Gesù è il Principe della pace, come leggiamo nel libro di Isaia 9,6. La pace, o «Shalom» nella Bibbia, è più che la semplice assenza di conflitti: è pienezza, armonia e riconciliazione con Dio e tra gli uomini. La Sua pace giunge attraverso la croce, che riconcilia il cielo con la terra e la terra con il cielo grazie al potere del Suo Sangue.
Allo stesso modo, la mitezza non è debolezza, ma piuttosto un segno di forza interiore e di speranza, che permette di affrontare con pazienza le sfide e le difficoltà. Nell’Antico Testamento Mosè è descritto come l’uomo più mite della terra. E, soprattutto, è lo spirito di Gesù che dice: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore». I miti non cercano di dominare né di vendicarsi, ma confidano in Dio affinché difenda la loro causa. Santa Teresa di Lisieux ha vissuto questa forza gentile, trasformando i cuori non con la forza, ma con l’amore. La sua stessa vita è stata un esempio di mitezza: pur lottando contro le imperfezioni e la sofferenza, ha continuato a riporre la sua fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio.
In ebraico, «misericordia» si dice HESED, che significa «amore fedele»: un amore che perdona, guarisce e rimane fedele anche quando viene tradito. Gesù mostra misericordia verso i peccatori, i malati e gli afflitti, ci dice: «Siate misericordiosi come il Padre è misericordioso». Anche i santi erano riflessi di questa misericordia.
«La misericordia è il cuore pulsante del Vangelo» è una citazione tratta dal documento di Papa Francesco intitolato Misericordia Vultus. Questo documento sottolinea l’importanza della misericordia nella vita dei cristiani, presentandola come tema centrale dell’insegnamento e della missione di Gesù. Pertanto, la misericordia è uno dei valori evangelici più importanti. Tutti noi possiamo compiere ogni giorno piccoli gesti di misericordia. Come dice Madre Teresa: “Non tutti possiamo compiere grandi imprese. Ma tutti possiamo fare piccole cose con grande amore”.
Ancora una volta, nel discorso della montagna, la beatitudine è promessa a coloro che sono perseguitati per causa della giustizia… Gesù stesso fu perseguitato; colui che era senza peccato fu crocifisso come un criminale. I santi hanno sofferto perché si sono rifiutati di scendere a compromessi con la verità.
Poiché San Gaspare si rifiutò di obbedire a Napoleone dicendo: «Non posso, non debbo, non voglio…», finì per essere incarcerato.
Il coraggio di Oscar Romero ha dimostrato che l’amore è più forte della morte. Il suo coraggio è fonte di ispirazione. In qualità di arcivescovo di El Salvador, ha denunciato senza timore le violazioni dei diritti umani, la corruzione del governo e la violenza, nonostante le numerose minacce di morte ricevute. Era una voce profetica per i poveri e gli oppressi. Il coraggio di Romero affondava le sue radici nella sua profonda fede e nel suo impegno verso il Vangelo. Oggi possiamo essere una presenza profetica nel nostro mondo?
In conclusione, quando applichiamo questi atteggiamenti alla vita di Gesù, vediamo che vengono messi in pratica in modo così perfetto… Gesù era povero di spirito, piangeva e si caricava sulle spalle i peccati del mondo, era mite come un agnello… desiderava intensamente la rettitudine e la giustizia di Dio, era misericordioso e compassionevole, aveva un cuore puro e innocente per amare Dio e gli altri (integrità di cuore), promuoveva la pace verso tutti, ovunque, fu perseguitato e crocifisso. In questo modo, ci ha mostrato come vivere i valori del Regno.
Solo Dio può veramente definire beati i poveri e gli afflitti, perché è il bene supremo che si dona a tutti con amore infinito; solo Lui può soddisfare coloro che cercano la pace e la giustizia, perché è il giudice giusto del mondo, l’artefice della pace eterna. Solo in Dio i miti, i misericordiosi e i puri di cuore trovano gioia, perché Egli è il compimento delle loro aspettative; nella persecuzione trovano la redenzione e nella menzogna trovano un’ancora di verità.
Sr Marykutty Kanattu, ASC
