Dovunque siamo, ovunque viviamo, abitiamo sotto lo stesso cielo. Di giorno, quando alziamo lo sguardo verso di esso, lo scopriamo azzurro oppure grigio di pioggia o di inquinamento. Di notte, invece, la situazione cambia, perché dipende da dove ci troviamo. Se viviamo in una città o un paese, probabilmente riusciremo a scorgere qualche stella qua e là. Se invece viviamo in campagna o in una zona con poche luci artificiali, dovremmo riuscire a vedere molte più stelle. Eppure è lo stesso cielo in cui si alternano i giorni e le notti, le mattine e le serate. Qualche tempo fa mi è stato regalato un cioccolatino, uno di quelli con un bigliettino dentro su cui di solito sono scritte delle frasi romantiche. Con mia grande sorpresa il messaggio che mi era capitato diceva ‘non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare’. Questa frase fu scritta da Vincent Van Gogh a suo fratello Theo, a cui era legatissimo, riflettendo sul fatto che, nonostante non conoscesse il futuro o il senso profondo della vita, la bellezza del cielo notturno gli offriva conforto e ispirazione. In qualche modo il cielo è un punto fermo. Ci dà sicurezza. Sappiamo che lo ritroviamo sempre al suo posto, mentre ci sovrasta maestoso e infinito. Fin da bambini ci insegnano che è la dimora di Dio, che Gesù è asceso al cielo, che Maria è stata assunta in cielo e che i nostri cari lo raggiungono una volta che lasciano questa terra. Il salmo 19 proclama che i cieli narrano la gloria di Dio, e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento. Purtroppo in questi giorni il cielo di molti paesi è diventato minaccioso, perché solcato da missili che ne squarciano la bellezza e terrorizzano chi non si sente più sicuro sotto la sua volta. Da ispiratore di sogni è stato trasformato in incubo. Da proclamatore della gloria di Dio è stato tramutato a mero spazio dai cui piovono distruzione e morte. Da annunciatore dell’opera di Dio è stato ridotto a veicolo di violenza e sopraffazione. Se all’essere umano viene negata anche la sola libertà di guardare in alto senza avere paura, che cosa gli resta? Se il cielo diventa una minaccia, dove si potrà rivolgere lo sguardo? Continuiamo a rivolgere i nostri occhi a Dio e a pregare per la pace, a sperare e a credere che le parole del salmo 85 un giorno si avvereranno: Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. Amen.
Sr Barbara Perali, ASC
