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Testimoni

Maria De Mattias

canonizzazione de mattiasMaria De Mattias, nacque a Vallecorsa (FR) il 4 febbraio 1805. Colpita dall'immagine di Gesù, Agnello Immolato, dopo un'esperienza profonda di preghiera e di riflessione, nel 1834 fondò la Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo in Acuto, piccolo paese di montagna vicino Roma. Subito ella iniziò ad andare in diversi paesi dell'Italia centrale e, con le prime seguaci, diede inizio a comunità religiose dedite all'evangelizzazione, alla promozione della persona mediante scuole, ritiri spirituali, catechesi, accoglienza dei più poveri…

Maria seppe abbracciare ogni sofferenza e difficoltà con animo aperto e pronta a dare anche la sua vita "per il caro prossimo". Formata alla conoscenza di Gesù Cristo e all'esperienza mistica, trascinava uomini e donne, a cui si rivolgeva con la predicazione evangelica, spesso nelle Chiese e talvolta nelle piazze dei piccoli centri, meravigliando e entusiasmando tutti.

Durante la sua vita scrisse migliaia di lettere, indirizzate a suore, vescovi, personalità politiche. Esse rispecchiano la sapienza della sua anima e della sua sensibilità femminile, come la sua profonda ricchezza interiore (Maria De Mattias, Lettere, a cura di Angela Di Spirito e Luciana Coluzzi, Roma 2005, voll. 1-5).

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Serafina Cinque

serafina-cinqueSerafina Cinque, Noemi al  battesimo, nacque il 31 gennaio 1913 a Boca das Garças, villaggio sul Rio delle Amazzoni  (Brasile), da genitori originari di Sapri (Salerno – Italia).
Seconda di dodici figli, a causa della sua salute molto precaria, visse piuttosto protetta e un po’ “viziata”. A  undici anni l’austero papà l’affidò alle cure delle suore Dorotee,  a Manaus,  perché venisse educata e istruita.

Preparata dalle suore alla prima comunione, Noemi, in quello stesso giorno, decise imprevedibilmente di essere  tutta di Gesù. I genitori non le permisero di diventare subito suora. Ella,  allora, lavorò intensamente come catechista di bambini, giovani ed adulti  nella sua parrocchia di Manaus e, per poter aiutare i malati poveri, prese  anche il diploma di infermiera.
Nel 1946, a 33 anni, entrò tra  le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo che, provenienti dagli Stati Uniti,  avevano aperto una missione in Amazzonia.

La povertà che la circondava toccava profondamente il suo cuore e non le permetteva di chiudere gli occhi, anzi, la faceva lavorare instancabilmente. Sollecitava i giovani e le ragazze a studiare per avere un futuro migliore, correva al capezzale delle partorienti per  salvare madri e bambini; accoglieva malati di ogni genere per curarli con medicine che spesso ella stessa preparava e, soprattutto, preparava altre persone perché l’aiutassero e dessero continuità al suo lavoro.

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Gaspare del Bufalo

Gaspare del BufaloOrdinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l'apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in Santa Maria in Pincis e specializzandosi nella evangelizzazione dei "barozzari", carrettieri e contadini della campagna romana, che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora Campo Vaccino. Per la Chiesa, intanto, correvano tempi duri: nella notte dal 5 al 6 luglio 1809 Pio VII fu fatto prigioniero e deportato. Il 13 giugno 1810 Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all'esilio e poi al carcere, che sostenne con animo sereno per quattro anni. Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del papa. Pio VII gli diede l'ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale.

Le Cinque ASC Martiri in Liberia

Ruma USA - Il  monumento alle cinque martiri della caritaE’ la storia di M. Joel e Shirley Kolmer, Ages Mueller, Barbara Ann Muttra, Kathleen McGuire, Adoratrici del Sangue di Cristo, “martiri della  carità” in Liberia. Queste donne hanno mostrato fino infondo cosa significhi  avere attenzione per il “caro prossimo”.

Lungo gli anni da loro trascorsi in Liberia quel “caro prossimo” si presentava nello studente che poneva domande,  nel rifugiato in preda al terrore, nel paziente sofferente, nell’orfano rifiutato.

Erano gli anni novanta, in piena guerra civile, esse si prendevano  cura di tutti, nelle classi di scuola e nei centri di distribuzione di aiuto. Confortavano e distribuivano bicchieri di acqua fresca a chiunque si trascinava faticosamente verso la loro casa di Gardnersville: una processione di profughi, originata dal conflitto che tra il  20 e il 23 ottobre del 1992 avrebbe falciato le loro esistenze interamente  donate.

In una delle nazioni africane più piccole e meno sviluppate, esse avevano aperto scuole parrocchiali, e dispensari, per provvedere all’alfabetizzazione, alle emergenze sanitarie e a combattere la malnutrizione.

Non avevano esitato a raggiungere villaggi poverissimi per medicare le persone  inferme e istituire scuole di base.

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Giovanni Merlini

giovanni-merliniGiovanni Merlini nacque a Spoleto il 28 agosto 1795 da un  pasticciere di lontane origini messinesi e da una casalinga umbra piissima che,  in ossequio ai desideri del marito conduceva una vita ritirata, tutta casa e chiesa.

Il ragazzo capì presto che doveva essere sacerdote e lo divenne, anche superando alcune resistenze del   padre, che vedeva in lui l’uomo ideale per continuare il casato e, l’azienda familiare e non solo

Divenuto sacerdote comprese che di essere giunto solo all’inizio di un cammino nuovo per diventare sempre più sacerdote, sempre più immagine di Cristo. Per il momento doveva cominciare con l’essere una guida sicura per i giovani del ginnasio che il vescovo gli aveva affidati.

Per essere migliore educatore decise di recarsi a San Felice di Giano, dove aveva saputo che Gaspare Del Bufalo avrebbe dato un corso di esercizi al clero della diocesi. Giano, e precisamente l’abazia di San Felice, era il luogo dove da cinque anni funzionava una Casa di Missione, la cui apertura aveva   segnato l’inizio della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Ci andò con un compagno sacerdote e fu per tutti e due l’incontro della   vita.

Durante il corso di esercizi a San Felice i progetti dei due sacerdoti di Spoleto subirono un terremoto spirituale. In tempi diversi divennero entrambi Missionari del Prez.mo sangue. Don Giovanni Merlini, in particolare, ebbe un ruolo fondamentale nell’assetto della Congregazione perché don Gaspare, in continua peregrinazione, gli passava le questioni più   spinose.  Contattato da Maria De Mattias  a Vallecorsa nella quaresima del 1824, due anni dopo la missione predicata da Gaspare Del Bufalo, prese a dirigerla con amorevole meticolosità, così come si calò in tutte le problematiche del neonato istituto delle Adoratrici del Sangue di Cristo fino alla morte di lei.

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