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giovanni-merliniGiovanni Merlini nacque a Spoleto il 28 agosto 1795 da un  pasticciere di lontane origini messinesi e da una casalinga umbra piissima che,  in ossequio ai desideri del marito conduceva una vita ritirata, tutta casa e chiesa.

Il ragazzo capì presto che doveva essere sacerdote e lo divenne, anche superando alcune resistenze del   padre, che vedeva in lui l’uomo ideale per continuare il casato e, l’azienda familiare e non solo

Divenuto sacerdote comprese che di essere giunto solo all’inizio di un cammino nuovo per diventare sempre più sacerdote, sempre più immagine di Cristo. Per il momento doveva cominciare con l’essere una guida sicura per i giovani del ginnasio che il vescovo gli aveva affidati.

Per essere migliore educatore decise di recarsi a San Felice di Giano, dove aveva saputo che Gaspare Del Bufalo avrebbe dato un corso di esercizi al clero della diocesi. Giano, e precisamente l’abazia di San Felice, era il luogo dove da cinque anni funzionava una Casa di Missione, la cui apertura aveva   segnato l’inizio della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Ci andò con un compagno sacerdote e fu per tutti e due l’incontro della   vita.

Durante il corso di esercizi a San Felice i progetti dei due sacerdoti di Spoleto subirono un terremoto spirituale. In tempi diversi divennero entrambi Missionari del Prez.mo sangue. Don Giovanni Merlini, in particolare, ebbe un ruolo fondamentale nell’assetto della Congregazione perché don Gaspare, in continua peregrinazione, gli passava le questioni più   spinose.  Contattato da Maria De Mattias  a Vallecorsa nella quaresima del 1824, due anni dopo la missione predicata da Gaspare Del Bufalo, prese a dirigerla con amorevole meticolosità, così come si calò in tutte le problematiche del neonato istituto delle Adoratrici del Sangue di Cristo fino alla morte di lei.


Nominato Rettore generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue, rimase per 25 anni ineguagliabile padre per tutti con impareggiabile saggezza e prudenza, aumentando le fondazioni in Italia e all'estero.

Fu così cercato e benvoluto dalla gente che anche il Papa Pio IX che ammirava le sue virtù gli chiese spesso consiglio. Nel 1849, ascoltando le suppliche ardenti di don Giovanni, il Papa estese a tutta la Chiesa la festa del Preziosissimo Sangue di Gesù. Morì investito volontariamente da una diligenza il 12 gennaio 1873 a Roma. L'ultima buona azione di don Giovanni fu quella di perdonare il vetturino che l'aveva travolto.
La sua salma, riposa accanto a quella del suo maestro S. Gaspare nella Chiesa di S. Maria in Trivio (a fianco della fontana di Trevi) a Roma.
La Chiesa ha dichiarato eroiche le virtù di Giovanni Merlini e lo onora tra i venerabili.

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