Santa Maria De Mattias

 

 

 

 

Cantico

al Sangue

di Cristo...

 

 

La vita di S. Maria De Mattias, vissuta nel XIX secolo, (Vallecorsa 4 febbraio 1805 – Roma 20 agosto 1866) è un chiaro esempio di come la partecipazione al Mistero Pasquale di Cristo, ricercata e gioiosamente accolta, conduca alla santità .

L’adolescenza

Casa Nativa Maria De MattiasDa fanciulla vivace e piena di vita, Maria De Mattias si trasformò ben presto in una giovane inquieta e alla ricerca del senso della vita. Il suo itinerario giovanile sfociò in una esperienza  che lei stessa ritiene fondamentale nel suo cammino di fede: “Un giorno (mentre pregavo) mi sentii portare come leggermente e posarmi su certe sicure braccia. Scrivo queste cose non senza lacrime perché mi restò molto impresso, provando nel fondo del cuore una pace che non so spiegare con le parole. In quell’atto, ricordo di aver fatto una totale offerta a Dio con un perfetto abbandono alla volontà divina che sentii nell’atto dell’offerta. Sentii il cuore totalmente cambiato e pieno di coraggio” (Lett. 741). Il suo incontro con
S. Gaspare Del Bufalo, S. Gaspare Del Bufalofondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, durante la missione popolare da lui predicata a Vallecorsa nel 1822, fu per Maria una nuova rampa di lancio. Scoprire che il Sangue di Cristo era puro amore donato all’umanità, per la redenzione di ogni creatura, dissolse le ultime resistenze e la sua interiorità si aprì ad accoglierlo come dono di Dio. Sentimenti di puro e appassionato trasporto, investirono la sua femminilità e Maria, per la prima volta, si accorse di essersi innamorata di Gesù Crocifisso e Risorto.

Il suo amore per lo sposo Gesù, che da quel momento colorerà di rosso ogni attimo del suo vivere quotidiano, si trasformò in un ardente desiderio di legarsi a lui attraverso la scelta di una totale consacrazione. Sotto la spinta del fervore apostolico che animava i Missionari del Preziosissimo Sangue, nel loro sforzo di evangelizzare la Ciociaria, anche in Maria si fece strada la volontà di fare altrettanto. Covò per molto tempo questa duplice vocazione di sposa e missionaria e non potendola realizzare subito si impegnò a viverla, nel suo paese natale, intensificando la preghiera e organizzando nella sua casa incontri di formazione civile, di catechesi e di preghiera per le fanciulle del paese.

La fondazione della Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo

Venerabile Giovanni MerliniQuando don Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue, entrò nel suo orizzonte, in qualità di guida spirituale, l’itinerario di questa ragazza ciociara subì una poderosa sterzata.

Già il canonico Del Bufalo, abbozzando nei suoi anni giovanili il progetto di fondazione di una congregazione di sacerdoti, intitolata al Preziosissimo Sangue, aveva previsto la creazione di un ramo femminile da affiancare ai missionari.
Giovanni Merlini, che intuì a quali profondità era calato il Signore Gesù nella vita di Maria De Mattias, aveva intravisto in quella ragazza la possibilità di realizzare il ramo femminile del progetto di fondazione.

Presentatesi le circostanze favorevoli, il 1 marzo 1834, Maria De Mattias, sotto la guida del Merlini, a 29 anni lasciò la casa paterna per recarsi ad Acuto (Fr), sperduto paese delle montagne ciociare, dove era stata richiesta, dal Comune, come maestra per aprire una scuola destinata alle ragazze.

Qui il 4 marzo 1834 fondò la Congregazione delle Adoratrici del Divin Sangue, oggi Adoratrici del Sangue di Cristo. Ben presto alcune ragazze le si affiancarono nel cammino di consacrazione e dopo pochi anni, fu possibile accettare offerte di apertura di nuove scuole. La spiritualità del Sangue di Cristo divenne il centro ispiratore della sua vita personale e della Congregazione. La sua identità di Adoratrice prese forma dalla continua contemplazione del Costato aperto di Cristo, fonte di salvezza, a cui voleva portare ogni singolo essere umano.

Una donna donata all’Amore

Il suo itinerario terreno fu animato da un ardente desiderio di vedere tutta l’umanità rinnovata dal Sangue di Cristo. L’idea che sottostava alla sua azione era quella di rievangelizzare la popolazione e rifondare il vivere sociale sul rispetto dei valori attinti dal Vangelo. Il sogno di  Maria era quello di vedere tutta la creazione, purificata dal Sangue di Cristo, avanzare verso la perfezione dell’inizio.
Non risparmiò nessuna energia nell’operare a favore del “caro prossimo”. Le povertà del popolo erano tante e di vario tipo: miseria materiale, malattie, violenze, analfabetismo, degrado morale, mancanza di istruzione religiosa… La sua fatica quotidiana non fu altro che farsi carico di questi bisogni operando prioritariamente nel campo dell’educazione femminile attraverso la scuola, gli esercizi spirituali a ragazze o sposate e …nelle predicazioni in chiesa.  Come era d’uso per le donne del suo tempo, pur avendone i mezzi, Maria non fu mai mandata a scuola. A leggere e scrivere imparò da sola. Più tardi e per necessità iniziò a scrivere, ma lo fece sempre con molta ripugnanza. Sapendo questo si rimane sorpresi nello scoprire che scrisse oltre tremila lettere.

L’incontro
Canonizzazione Santa Maria De MattiasCon l’andare degli anni, i tanti viaggi, la fatica e le privazioni avevano finito con il minare la sua già fragile salute. Ai primi di dicembre del 1865 Maria si trasferì a Roma dove, a detta del Merlini, avrebbe guidato meglio la fondazione che, allargatasi, contava ormai 200 suore e 60 comunità, in altrettante scuole. A Roma la sua salute peggiorò: il tumore che aveva ad un braccio cominciò a procurarle forti dolori e la tubercolosi le causava continue emottisi. Consapevole di essere arrivata alla fine, con grande gioia si preparò all’incontro con il Signore.
Maria De Mattias morì a Roma il 20 agosto 1866. Da una bocca all’altra la gente ne passò notizia: “E’ morta la santa”.

E stata canonizzata da Papa Giovanni Paolo II, il 18 maggio 2003
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L'immagine di sfondo è un particolare di un'opera realizzata da Lucia D'Andrea, ASC