Quando la parola è sostenuta dalla meraviglia del cuore, si scioglie nel racconto, e come un torrente in piena, spumeggia, canta e si impenna.
Avviene così per i testimoni cui viene chiesto di narrare gli eventi di fondo della vita della protagonista del Processo: Maria De Mattias.
Suor Nazarena Longo
Era ripiena dello spirito di fede, come si rendeva manifesto dalle sue parole, dalle sue azioni e da tutto il tenore di vita …
Il suo insegnamento era tutto straordinario, pieno di fede; si commuovevano fino alle lagrime, abbandonavano il peccato e quelle persone che erano già avviate all’amor di Dio, si infervoravano e maggiormente tendevano alla perfezione, e qualcheduna che non poteva essere religiosa, si è formata in casa una regola quasi consimile all’Istituto, e l’ha costantemente osservata.
Suor Filomena Palombi
Tante volte diceva che avrebbe voluto infondere in tutta la gente lo spirito di Dio: che avrebbe voluto spargere tutto il suo sangue per Lui …
Suor Nazarena Vecchini
Per la fede, confidando in Dio, abbandonò la famiglia agiata, le eccessive benevolenze del padre, per realizzare lo scopo della Fondazione, cioè il bene delle anime, per le quali, anzi per un’anima sola, avrebbe dato il sangue e la vita, come era solita dire.
La sua fiducia in Dio si manifestò specie nel fatto della sua venuta qui dove non era conosciuta, sprovvista di mezzi pecuniari …
Dai suoi discorsi, dal modesto e dignitoso comportamento, dimostravasi chiaramente che la sua mente era sempre rivolta a Dio.
Con animo forte sopportava tutte le avversità, perdonava agli offensori ben volentieri piuttosto disposta a beneficarli.
Quando era tribolata, contrariata, perseguitata, soleva con la bocca ridente dire: “Questo ci voleva”, ovvero “Sia fatta la volontà di Dio”.
Suor Filomena Zaccardi
La speranza della serva di Dio riluceva in tutte le sue azioni e non era fondata sul riflesso della sua capacità o di quella delle suore, o in generale sui motivi umani, ma principalmente nell’aiuto del Signore.
Suor Caterina Pavoni
La sua speranza non era disgiunta da quel salutare timore che ci deve infondere la conoscenza dell’umana fragilità, sicché soleva dirci: “Figliole mie pregate per l’anima mia, affinché non avvenga che dopo avervi tanto esortato al bene, mi abbia a perdere”; e nel dir così talvolta lacrimava. Soleva anche dire: “Che sarà di me, se la misericordia di Dio non mi aiuta ?”
Filippo Merluzzi
Quando parlava di Dio era tanto il fervore che non si vergognava di salire sul gradino ove si comunicava il popolo ed eccitare tutti pubblicamente ed amarlo con tutte le proprie forze e piuttosto dar la vita anziché offenderlo.
Predicava delle ore intere al popolo che in gran numero si recava in Chiesa ad udirla, ed era tanto il fervore con cui parlava di Dio, da diventare accesa in volto, e il popolo restava commosso tant’è vero che io stesso più volte intesi delle donne piangere …
Suor Nazarena Vecchini
Vivissimo era il suo amore verso Dio, avendo per principio di fare ogni cosa, sopportare ogni contraddizione, pene e calunnie per amor suo, ed aggiungeva che era suo desiderio struggersi per amore di Dio …
Suor Nazarena Longo
Amava straordinariamente il Signore sopra tutte le cose. Lo rivelava specialmente nei suoi discorsi, nell’orazione, nelle quali si tratteneva lunghe ore e, per dire tutto in breve, nel suo agire ...
Suor Pia Ansini
… Continue erano le esortazioni che faceva a noi intorno a questo principale dovere, facendoci riflettere che le anime dei fanciulli rappresentavano il prezzo del Sangue di Gesù Cristo, e che perciò, con ogni mezzo e maniera avessimo cercato di insinuare in quelle tenere menti la conoscenza e l’amore di Dio, facendo quanto era da noi per la salvezza delle anime loro.
Suor Filomena Palombi
… Per infiammarci ad amare il Signore, ci diceva che Egli è tanto buono e che ci ama tanto come un tenero Padre.
Io poi cercavo sempre di starle vicino il più che mi era possibile, perché mi rapiva quel suo parlare infuocato di Dio.
Suor Celeste Palombi
… Che amasse Dio sopra ogni cosa e con tutte le forze si conosceva dal modo di parlare di Lui. Ci faceva ripetere più volte: “Mio Dio datemi il vostro amore”, e bastava sentirla parlare per notare che si accendeva tutta di amore di Dio …
Suor Giacinta Palombi
... Come la venerabile amò Dio così amò anche il prossimo, che soleva chiamare “il mio caro prossimo” e lo dimostrava con la grande premura di aprire le scuole per istruire la povera gente, e far bene alle anime loro.
Amava teneramente le suore, le quali la riamavano di eguale affetto, ma nello stesso tempo si faceva temere e obbedire.
Suor Annunziata Iezzi
Quando la Fondatrice sapeva la necessità dei poverelli, cercava tutte le maniere possibili per aiutarli: alle volte strappava i lenzuoli della comunità, e non avendo come sovvenire all’indigenza dei tanti che ricorrevano a lei, andava a supplicare l’Arciprete del paese …
In una parola era tutta a tutti, e l’ultimo pensiero era per sé.
Suor Marianna Palombi
Era poi talmente accesa di amore verso Dio che quando parlava di questo soggetto non avrebbe finito mai, e voleva che tutti amassero Dio. Ci esortava caldamente dicendo: “Parlate spesso di Dio, fatelo conoscere a tutti, affinché tutti lo amino” e specialmente ci inculcava di farlo nelle scuole …
Suor Caterina Pavoni
Singolare era il suo amore verso la povertà evangelica. Nella sua camera non vidi giammai alcun altro mobile oltre un letticciuolo, un tavolino per scrivere e due sedie, sulla quali soleva custodire la sua poca biancheria. Unici ornamenti erano un Crocifisso di ottone sul tavolino, e due o tre quadretti di nessun valore, che teneva appesi alle pareti per sua devozione. Le sue vesti erano logore e povere e rattoppate, ma decenti e pulite. Le suore badavano a non lasciarle mai due camicie insieme perché essa ne avrebbe data una ai poveri …
Suor Luisa Abri
La serva di Dio dimostrava grande spirito di povertà in tutte le cose, dicendo che Gesù Cristo era nato povero, ed anche quando fu morto, dovette avere in prestito un lenzuolo ed il sepolcro gli fu dato da Nicodemo. A noi suore non cessava di raccontare l’osservanza della povertà, e ci diceva: “Dobbiamo imitare Gesù povero”. Nella scuola poi, voleva che i poveri ci fossero molto a cuore a preferenza dei ricchi, mentre questi potevano provvedersi da sé, ed i poveri non avevano mezzi necessari.
Suor Anna Maria Galluzzi
Era umilissima. Non parlava mai di sé, e soleva chiamarsi “la stracciona di Gesù cristo”, e diceva che Gesù governava il suo Istituto e tutta la gloria si doveva rendere a lui. E quando si parlava del buon esito delle nostre Case, essa ci esortava anzitutto a rendere grazie al Signore, dovendosi a lui tutta la gloria e il merito, e non mancava di incoraggiare le suore a sempre più lavorare per il bene delle anime.